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Dukkha e Klesha, le sofferenze e le afflizioni della mente. Come superarle

Lo yoga è una disciplina spirituale nata dalla necessità di alleviare la sofferenza umana (dukkha) attraverso il riconoscimento dei Klesha (le afflizioni della mente). Gli antichi saggi hanno riconosciuto che la sofferenza germoglia dalla mente e colpisce tutti i livelli della nostra esistenza umana: fisica, mentale e spirituale. La sofferenza, infatti, non viene dall’esterno; è una risposta che produciamo noi stessi nella nostra mente. Questo può essere rassicurante perché significa che possiamo trovare dentro di noi la forza per fare qualcosa al riguardo!

È interessante vedere le diverse reazioni che hanno le persone sofferenti. In circostanze simili due persone possono avere risposte completamente diverse.

Un semplice esempio: due persone che si trovano più o meno nella stessa situazione economica perdono il lavoro. Una persona può cogliere questo evento come un’opportunità per fare qualcosa di nuovo ed eccitante; l’altro, invece, diventa depresso, incapace di cambiare. Perché?

Perché soffriamo? E soprattutto, possiamo fare qualcosa?

Anche gli antichi saggi si ponevano queste domande. Possiamo fare qualcosa a riguardo? Il saggio che elaborò gli Yoga Sutra, Patanjali ci dà un’idea delle ragioni principali della nostra sofferenza e ci parla degli strumenti yogici da applicare per alleviare il nostro dolore. È inevitabile che nella vita ci siano dolore e sofferenza, ma con lo yoga si possono alleviare le cause ed evitare sofferenze future.

Patanjali era un maestro della mente, o una descrizione migliore potrebbe essere, padrone della coscienza.

Dunque, quali sono le  cause di afflizione  (klesha) di cui parla Patanjali? Esse sono 5.

Nello Yoga di Patanjali, i Klesha sono gli stati di afflizione della mente o “nodi della mente”. Sono i frutti velenosi di un errato atteggiamento mentale. Sono cinque i fattori che causano la sofferenza, l’infelicità o disordine nella psiche umana, disturbando l’equilibrio mentale o psicologico e impedendo di realizzare il nostro sé divino.

I klesha sono ostacoli che hanno origine nella nostra mente e che condizionano la nostra vita quotidiana, deteriorando il nostro stato di salute e benessere.

Secondo lo yoga, dunque, noi soffriamo per i nostri meccanismi mentali. Anche in presenza di condizioni oggettive e materiali che possono generare afflizione, il problema maggiore è il nostro atteggiamento, la nostra risposta mentale. Se non scardiniamo i meccanismi mentali che generano sofferenza, essa si riproporrà anche quando le condizioni materiali sono favorevoli.

L’approccio alla vita dovrebbe essere quello di lavorare su sé stessi e fare in modo che l’io si liberi da questi fattori di indebolimento,  fattori che non possono causare altro che danni.

Questi cinque klesha o afflizioni, sono: Avidya (ignoranza, mancanza di consapevolezza), Asmita (l’illusione dell’Ego), Raga (attaccamenti), Dwesha (avversione, odio), Abhinivesha (paura della morte).

 

AVIDYA 

YOGA SUTRA 2.4
अविद्याक्षेत्रमुत्तरेषाां प्रसुप्ततनुविच्छिन्नोदाराणाम्
avidyā kṣetram-uttareṣām prasupta-tanu-vicchinn-odārāṇām

 

Avidya: ignoranza, nescienza
Ksetram: luogo, campo, origine
Uttaresam: seguito da, successivo
Prasupta: dormiente
Tanu: attenuato
Vicchinna: nascosto
Udaranam: pienamente operativo

“L’ignoranza è la fonte (la radice, la causa) della sofferenza, sia essa dormiente, attenuata, intermittente o pienamente attiva.”

 

YOGA SUTRA 2.5
अवनत्याशुविदुुः खानात्मसुवनत्यशुविसुखात्मख्यावतरविद्या
Anitya-Asuci-Dukha-Anatmasu-Nitya-Suci-Sukha-Atma-Khyatih-Avidya

Anitya: impermanente
Asuci: impuro
Dukha: miseria
Anatmasu: non-sé
Nitya: eterno, eterno
Suci: puro
Sukha: felicità
Atma: anima, Sé
Khyatih: prendere per essere, supporre di essere
Avidya: ignoranza

“L’ignoranza è considerare il non eterno come eterno, l’impuro come puro, il doloroso come piacevole, il non sé come sé”

 

Avidya è l’origine di tutti i Klesha, tutti i Klesha sono aspetti di Avidya.

“Avidya” è una parola sanscrita che indica una condizione interiore di non conoscenza, che potremmo tradurre con “ignoranza” e per lo Yoga viene considerata tra le fonti di maggiore sofferenza per l’essere umano.

Non si tratta però di ignoranza come viene intesa nel linguaggio comune, dunque un’ignoranza culturale, di mancanza di nozioni o di una mancata acquisizione di una perfetta conoscenza filosofica o religiosa, ma di ignoranza rispetto alla concezione della realtà, a ciò che costituisce il nostro sé più profondo, la nostra reale natura, verso il Divino che esiste fuori e dentro di noi.

Secondo Patanjali, noi non abbiamo mai una visione corretta della realtà, perché ogni cosa che noi percepiamo attraverso i cinque sensi è condizionata dai modelli mentali che abbiamo acquisito attraverso le esperienze.

Questa ignoranza, pertanto, si può considerare una mancanza di consapevolezza, come se avessimo un velo davanti agli occhi che ci impedisce di vedere la realtà, generando un’illusione che porta ad un’incapacità di sperimentare la vita nella sua intrinseca finalità, generando una sottile ma pervasiva sofferenza.

 

ASMITA
YOGA SUTRA 2.6
दृग्दशशनशक्त्योरेकात्मतेिाच्छिता
dr̥g-darśana-śaktyor-ekātmata-iva-asmitā

 

dr̥g: il veggente
darśana: vedere
śaktyo: il potere di (vedere)
eka: uno
ātmata: Sé
iva: come se
asmitā: identità

“l’egoismo è l’identificazione del veggente con lo strumento del vedere”

 

Asmita è uno dei figli di Avidya, in quanto a causa di quest’ignoranza ci si sente come un oggetto separato piuttosto che un tutt’uno con l’universo. Da ciò deriva la nostra tendenza a identificarci e a fondare il senso dell’Io su un instabile agglomerato di processi fisici e mentali.

Asmitâ rappresenta l’ego, l’illusione di essere soltanto un corpo, (il mio corpo), una mente (la mia mente), un nome (il mio), di identificarsi in un “io sono questo e quello”. L’errore rappresentato da Asmita è quindi scambiare questa struttura mentale, questo guscio esterno, con il nostro profondo sé, la nostra profonda identità.

Questo porta a una falsa identità, in cui l’immagine di sé è definita dai ruoli, dalle posizioni e dai beni che si ottengono nella vita.

Corpo e mente sono strumenti messi a nostra disposizione per l’esperienza di vita sulla terra. Identificarci con essi porta a sofferenza poiché la nostra felicità viene così fondata su elementi precari, condizionati e perennemente fluttuanti. Identificandoci con la mente ci identifichiamo con i desideri e veniamo trascinati in un meccanismo mentale che prende il possesso delle nostre azioni e dei nostri pensieri.

Lo yoga ci insegna che la nostra reale e profonda identità non coincide con un Ego capriccioso e insaziabile, ma con un’Entità più sottile che appartiene ad una dimensione più vasta del mondo materiale.

 

RAGA
YOGA SUTRA 2.7
सुखानुशयी रागुः

sukha: anuśayī rāgaḥ
sukha: pleasure
sukha: piacere
anuśayī: attrazione immediata verso le cause

rāgaḥ: attaccamento, desiderio, un sentimento che generiamo in noi stessi, di voler continuare un’esperienza di piacere che abbiamo.

“Il piacere è la causa principale dell’attaccamento”.

 

Raga è tipicamente tradotto come “attaccamento, attrazione, desiderio”. Quando abbiamo un Ego esteso possiamo sviluppare forte attaccamento ai nostri desideri, rendendoli veleno per la mente. Il desiderio in sé è un costrutto incancellabile dall’esistenza umana ma il problema consiste nel modo in cui esso opera in noi. La mancanza di consapevolezza, di controllo e di distacco dai desideri ci rende schiavi e dipendenti da essi. In presenza di questo veleno, la nostra mente si allontana dalla sua natura più profonda e dai richiami del nostro Sé più profondo, finendo per alimentare bisogni fittizi.

L’attaccamento porta ad un costante stato di paura: se non abbiamo qualcosa abbiamo paura di non ottenerla, se abbiamo qualcosa abbiamo paura di perderla. In questo modo siamo sempre sovrastati dalla paura, dalla bramosia di ottenere qualcosa e non può esserci rilassamento, contentezza.

 

DVESA
YOGA SUTRA 2.8
दुुः खानुशयी द्वेषुः

Dukha: Anusayi-Dvesah
Dukha: dolore, sofferenza
Anusayi: attrazione immediata verso le cause
Dvesah: avversione, repulsione

 

“L’avversione è il distacco dal dolore e dalla sofferenza.”

 

Come abbiamo precedentemente visto, Raga è il desiderio di provare sensazioni piacevoli.

Dwesha, al contrario, è la repulsione delle sensazioni spiacevoli. Cerchiamo subito di allontanare ciò che ci fa soffrire.

Raga, il desiderio, è chiedere, volere che il piacere si ripeta. Tendiamo a correre dietro il piacere, volendone sempre di più. Dvesa, l’avversione, nasce dal rifiuto, dal voler tenere lontano o evitare ciò che temiamo essere negativo o riteniamo dannoso, è voler sfuggire al dolore e desiderare che non si ripeta.

 

ABHINIVESHA
YOGA SUTRA 2.9
स्वरसिाही विदुषोऽवि तथारूढोऽविवनिेशुः
Svarasavahi-Vidusah-Api-Tatha-Arudhah-Abhinivesah

 

Svarasavahi: fluire con il proprio slancio
Vidusah: persona saggia
Api: pari
Tatha: allo stesso modo
Arudhah: fermamente stabilito
Abhinivesah: paura della morte, attaccamento alla vita

 

“Come nell’ignorante, così nel saggio, la paura innata e ben radicata dell’annientamento è l’afflizione chiamata abhiniveśa.”

 

Basandosi sui sutra precedenti, il testo sostiene che l’incomprensione della nostra natura (avidya) ci porta ad associarci erroneamente ai nostri pensieri su chi pensiamo di essere (asmita). Di conseguenza, sviluppiamo simpatie e voglie, desideri (raga), nonché antipatie e avversioni (dvesha). Più siamo investiti nella nostra identità, con tutte le idee e le attività ad essa associate, maggiore è l’attaccamento alla nostra vita. Questo istinto naturale di sopravvivenza è il più forte di tutti gli esseri viventi. Più forte è l’identificazione con il nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni, più ci aggrappiamo alla nostra vita.

La paura di morire è molto forte in tutti noi, anche se non abbiamo avuto l’esperienza diretta di morire. Non c’è nessuno che non abbia paura della morte, è una paura naturale, ancestrale.

Crediamo che al momento della morte tutto sarà abbandonato. Il corpo che amiamo così profondamente non ci sarà più. Con la morte perderemo i nostri cari, così come il denaro, il potere, il prestigio, l’onore e la dignità. L’idea di perdere tutto ciò che ci dà identità ci terrorizza.

Questa paura pervasiva ha le sue radici nella nostra mancanza di comprensione del fatto che esiste qualcosa di più prezioso del nostro corpo, dei nostri cosiddetti cari e dei nostri beni terreni.

GLI STATI DEI KLESHA

Tutti gli individui vengono al mondo con questi klesha, tuttavia Patanjali ci dice che possono esistere in quattro stati diversi.

Sono detti dormienti quando il klesha non sono attualmente attivi ma possono risvegliarsi in qualsiasi momento. Prendiamo ad esempio abhinivesha, attaccamento alla vita; ci si può sentire non toccati dalla paura della morte fintanto succede qualcosa nella vita che all’improvviso la porta in primo piano. Abhinivesha ha sempre dormito dentro di noi.

Quindi, il secondo stato di cui Patanjali ci parla è lo stato diluito o indebolito. La maggior parte di noi dovrà tenere d’occhio attivamente i klesha per cercare di metterli in uno stato più debole in modo che non prendano il controllo delle nostre menti e delle nostre vite.

Lo stato successivo è lo stato intercettato. Questo avviene quando un klesha ne intercetta un altro. Un ottimo esempio di questo è con raga e dvesha in una madre. Siamo totalmente innamorati del nostro piccolo finché quel piccolo non fa qualcosa da far arrabbiare totalmente la madre.

E’ scioccante osservare come quel bellissimo amore della nostra vita possa improvvisamente diventare qualcosa di cui siamo incredibilmente furiosi.

Il quarto stato notato da Patanjali è lo stato attivo. Questo è lo stato della persona media che vive la propria vita senza riflessione, autoispezione o pratiche disciplinari e quindi non ha alcun controllo sulle proprie azioni. Queste persone agiscono semplicemente secondo i bisogni dell’ego, le proprie simpatie e antipatie e vivono in un luogo di costante e sottile paura di perdere tutto ciò per cui hanno lavorato.

Non hanno alcun controllo sulle loro menti perché non hanno esercitato alcuna forza per apportare i cambiamenti necessari.

TROVARE LE RISORSE

È fondamentale imparare a individuare le fonti delle afflizioni in modo da poter vivere consapevolmente e utilizzare i principi yogici e le discipline per sradicarle alla radice. Altrimenti stiamo solo reagendo; non abbiamo alcun controllo sulle nostre azioni.

Patanjali parla di molti ostacoli sui quali bisogna lavorare con ordine per portare un po’ di chiarezza mentale nella tua vita e nella tua pratica. Ne parleremo nel prossimo articolo.

Fonti:

Light on the Yoga Sutras of Patanjali di BKS Iyengar
The Yoga Sutras of Patanjali Translation and Commentary di Sri Swami Satchidananda
I Klesha – le afflizioni di  Alice Rolle 

 

Yoga e meditazione in gravidanza

Un corso pieno d’amore. Un inizio…un nuovo inizio dedicato a te stessa e al piccolo essere di luce che sta crescendo insieme a te, ma anche a colui/colei che vi saranno accanto!

Praticando lo yoga aiuterai a dare sollievo al tuo corpo attraverso un respiro consapevole (pranayama) e alla pratica di alcune asana.

Mantra, meditazione e musica rilasseranno il tuo corpo e la tua mente, così sarà ancora più bello percepire ed ascoltare il tuo bambino.

Ci saranno degli incontri di condivisione per aiutare anche chi ti sarà vicino a percepire, entrare in contatto ed accogliere il dolce dono.

“La pace che una futura madre cercherà di coltivare in sé, potrà allo stesso modo, essere il seme della pace nell’essere che sta per accogliere”. Cit. I nove scalini.

Ogni giovedì dalle ore 11:15 alle ore 12:30 con Rebecca.
Informazioni e iscrizioni cell. 340 2287210

Meditazione in diretta on-line

Ogni mercoledi’, dalle ore 21.30 alle ore 22:00, Meditazione guidata on-line in diretta Youtube con Stefano.

L’incontro e’ aperto a tutti, principianti e non ed e’ ad offerta libera che potrete donare attraverso un bonifico bancario.

Durante la sessione, Stefano introdurra’ il tema della meditazione e guidera’ il partecipante ad un ascolto profondo di Se’ attraverso visualizzazioni e affermazioni interiori.

Per partecipare iscriviti alla nostra newsletter. Riceverai una notifica per email dieci minuti prima della sessione di meditazione on-line con il link della diretta Youtube.

Per maggiori informazioni scrivi a santosha.info@gmail.com

Ripartono i corsi di yoga

Qui troverai l’orario di tutte le nostre lezioni e gli approfondimenti sui vari tipi di yoga.

Quale tipo di yoga fa per te? Prana yoga, Flow yoga, Yoga dolce, Yoga meditativo? Clicca per saperne di più.

DOVE
Ci troviamo in Via Macchia dello Sterparo, 20 – Frascati. Parcheggio interno, oppure a 50 mt più avanti a destra, dopo il ponticello.

ORARI SEGRETERIA
Dal lunedì al giovedì’ dalle 17.30 alle 18.15.

TI ASPETTIAMO PER UNA LEZIONE DI PROVA GRATUITA. Scegli la lezione e prenota compilando il modulo on-line 

 

COSTI
Abbiamo diverse opzioni in base al tipo di abbonamento che dipende dalla durata e dalla frequenza. Ne parliamo direttamente a voce quando verrai a trovarci.

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MODULO PRENOTAZIONE TRANSFER

I moduli saranno disponibili dopo il 15 maggio 2024, con l’entrata in vigore dell’orario estivo di Trenitalia.
Modulo prenotazione Transfer Settimana A  
Arrivo domenica 28 luglio – Partenza sabato 3 agosto 2024
Modulo prenotazione Transfer Settimana B  
Arrivo domenica 4 agosto – Partenza sabato 10 agosto 2024
Modulo prenotazione Transfer Settimana C  
Arrivo domenica 11 agosto – Partenza sabato 17 agosto 2024
Arrivo domenica 18 agosto – Partenza sabato 24 agosto 2024

Yoga, Prana yoga, Flow yoga, Yoga meditativo, yoga dolce. Che tipo di corso fa per te?

Per andare incontro alle esigenze di tutti e rispondere alle richieste di molti, abbiamo introdotto alcune novità sugli stili di yoga che vi proponiamo nelle lezioni di quest’anno.  Cerchiamo di spiegare in poche righe di che cosa si tratta, ma resta il fatto che fare l’esperienza diretta è la miglior cosa. Ci teniamo a precisare che, anche se ogni approccio ha una modalità un po’ diversa, l’obiettivo della pratica è sempre lo stesso: elasticità e forza fisica, calma e quiete mentale, equilibrio emotivo, stato mentale positivo e luminoso. Chiarito questo, scegli il tipo di corso che fa per te.

Yoga, Prana yoga, Yoga flow, Yoga meditativo, Yoga Dolce.

Tutte le lezioni, indipendentemente dallo stile, sono caratterizzate da:

–  posizioni yoga (asana);
– esercizi di respirazione (pranayama);
– visualizzazioni
– meditazione;
– rilassamento profondo;
– mantra.

YOGA. Le lezioni indicate semplicemente con YOGA, sono lezioni classiche, in cui si alternano momenti dinamici con il vinyasa yoga (sequenze come ad esempio il saluto al sole) e momenti piu’ statici con asana (posizioni yoga mantenute piu’ a lungo). Sono sessioni aperte a praticanti di tutti livelli, anche principianti, che hanno una discreta percezione corporea e che non hanno importanti problematiche fisiche.

PRANA YOGA. Le lezioni di Prana yoga sono molto dolci. Si lavora con l’energia vitale (prana) attraverso il respiro, movimenti lenti e visualizzazioni. Questo tipo di yoga e’ adatto a tutti, anche principianti.
Quando? Il lunedi alle 18:30 e il giovedi alle 20:15 con Stefano.

YOGA FLOW. Lo Yoga flow è uno stile di yoga dinamico ed e’ perfetto per chi cerca di riscoprire l’armonia e la fluidita’ del corpo . Attraverso sequenze di asana si transiterà da una posizione all’altra in modo dolce come il fluire dell’acqua, coordinando il respiro al movimento. Il tutto come una danza. Adatto a chi non ha problematiche fisiche, a chi ha un minimo di capacita’ di propriocezione o a chi conosce le asana di base.
Quando? Il giovedì alle 18:30 con Silvia.

YOGA MEDITATIVO E RILASSAMENTO PROFONDO. Questo stile è caratterizzato da asana prevalentemente statiche e svolte a terra, facili e mantenute a lungo con la consapevolezza sul respiro. Tale stile aiuta a scendere in profondità dentro sé stessi, a rilasciare lo stress cronico coltivando “l’arte del far niente”. La sessione prevede anche ampio spazio ad un rilassamento profondo guidato con visualizzazioni. E’ adatto a tutti, soprattutto ai principianti, a coloro che hanno problematiche fisiche e a coloro che vogliono raggiungere un profondo stato di calma interiore.
Quando? Il mercoledì alle 18:30 con Silvia.

YOGA DOLCE. Lo Yoga dolce è adatto per le persone che preferiscono un approccio più morbido e fisicamente non troppo impegnativo. Le asana vengono eseguite lentamente con movimenti controllati. E’ adatto a persone che non si muovono da molto tempo, persone con infortuni leggeri che non impediscono i movimenti, e a principianti assoluti.
Quando? Il Martedì e giovedì alle 9:30 con Rebecca, e sempre il martedì alle 18:30 con Grazia/Silvia.

YOGA E MEDITAZIONE IN GRAVIDANZA. Un corso pieno d’amore. Un inizio…un nuovo inizio dedicato a te stessa e al piccolo essere di luce che sta crescendo insieme a te, ma anche a colui/colei che vi saranno accanto! Praticando lo yoga aiuterai a dare sollievo al tuo corpo attraverso un respiro consapevole (pranayama) e alla pratica di alcune asana. Mantra, meditazione e musica rilasseranno il tuo corpo e la tua mente, così sarà ancora più bello percepire ed ascoltare il tuo bambino. Ci saranno degli incontri di condivisione per aiutare anche chi ti sarà vicino a percepire, entrare in contatto ed accogliere il dolce dono.
Quando? Tutti i giovedì mattina dalle ore 11:15 alle ore 12:30, con Rebecca.

 

Vedi gli orari dei corsi.

Prenota una lezione di prova gratuita compilando il seguente modulo on-line.

INFO
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IL POTERE DEL SUONO E L’ENERGIA ELEVANTE DEI MANTRA

IL POTERE DEL SUONO E L’ENERGIA ELEVANTE DEI MANTRA

Sabato, 11 giugno 2022

Vi invitiamo ad una serata da non perdere, con degli ospiti molto speciali, per sperimentare insieme il grande potere dei Kirtan, il canto dei mantra in gruppo. Con l’occasione festeggeremo l’arrivo dell’estate. Avremo l’onore di accogliere tre musicisti d’eccezione con una lunga e importante esperienza nel campo della musica, dei mantra e della meditazione.

Presso il centro Santosha Yoga e Meditazione, a Frascati
Via Macchia dello Sterparo, 20

Costo: 12€

Prenotazione al 351 5145422 (Silvia)

Posti limitati, affrettati a riservare il tuo.
Condividi con i tuoi amici, grazie.
Per chi volesse restare, ore 21:00 cena in condivisione (ognuno porta qualcosa o ordiniamo pizza)

Cos’è lo Yoga post partum?

Lo Yoga post partum è una pratica rivolta a tutte le neo mamme con bambini/e fino ai 9 mesi di vita.

La pratica  porta dei benefici al livello fisico, mentale ed emotivo migliorando nettamente lo stato di benessere e lo stile di vita della neomamma.

Il periodo post partum è uno dei più impegnativi e faticosi per una donna, sia dal punto di vista fisico che emotivo. Lo Yoga post partum si pone l’obiettivo di accogliere mamma e bambino/a e di creare uno spazio protetto, sacro dove poter lavorare sul proprio corpo ma anche dove potersi esprimere e confrontare con altre mamme.

Lo Yoga post partum unisce quindi la pratica delle Asana, del respiro e della meditazione a quella dell’ascolto e della condivisione.
Ogni lezione è un’opportunità per confrontarsi su diverse tematiche legate alla maternità, come l’allattamento, il parto, la gestione dei tempi e l’organizzazione nel post partum, il pianto ed il sonno del neonato, lo svezzamento e tanto altro ancora.

Benefici dello Yoga post partum:

ripristina il benessere fisico generale

migliora la muscolatura del pavimento pelvico

permette alla neomamma di prendersi del tempo per sé stessa

aiuta a stare nel qui ed ora

permette di tornare con i piedi per terra lasciando andare insicurezze e preoccupazioni

aiuta a fare “rete” tra mamme

Lavora sul contatto e sullo sviluppo di una relazione positiva tra madre e bambino.

Yoga in gravidanza e prenatale

Lo Yoga in gravidanza e prenatale è una pratica dolce e rilassante, ideale per tutte quelle gestanti che hanno bisogno di ritagliarsi un momento da dedicare a sé stesse abbassando i livelli di stress e agevolando le modifiche del proprio corpo.

La maternità e specialmente il periodo prenatale è un periodo molto speciale per una donna, un viaggio che coinvolge non solo lei, ma le infinite donne che le vivono dentro. In un momento così delicato, fatto di trasformazioni e cambiamenti.

lo Yoga in gravidanza e prenatale agisce non solo sul corpo ma sostiene la neo mamma su più livelli.

I movimenti e le Asana sono appositamente pensate per agevolare la fluidità del corpo, assecondare i cambiamenti naturali e migliorare la mobilità ed i piccoli fastidi o dolori tipici di questo momento.

Attraverso il respiro e la meditazione inoltre si va a lavorare indirettamente sulla sfera mentale ed emotiva al fine di migliorare lo stato di benessere psicologico ed emotivo.

Lo Yoga in gravidanza può essere praticato da tutte le donne che stanno vivendo una gravidanza fisiologica e non hanno avuto controindicazioni al riguardo e può essere praticato fino a quando la mamma lo sente.

 

Benefici della pratica

scioglie le tensioni del corpo e della mente

lavora sul pavimento pelvico in vista del parto e del post partum

prepara alla gestione del dolore nel travaglio

migliora la respirazione

agisce sulla schiena e su tutto l’apparato muscolo-scheletrico

massaggia gli organi interni

agisce sui tipici fastidi della gravidanza come mal di schiena, sciatalgia, emorroidi, stitichezza, problemi di digestione emicrania, acidità gastrica, pesantezza, gambe gonfie, tachicardia, ansia ed altro.

 

agevola uno stato di calma e benessere

 

aiuta a rallentare ad a farsi spazio

 

aiuta a canalizzare meglio l’energia

 

aiuta a focalizzare l’attenzione sul qui ed ora

 

aiuta a prendere consapevolezza dei propri bisogni

 

stimola il bonding e la relazione col proprio bambino/a

 

Un caro augurio per te ed il tuo bambino. 

CHANDRA Bedha Pranayama 

Il corpo è attraversato da canali invisibili detto sottili (le nadi) trasportatori di energia vitale, un canale centrale (detto Sushumna) che attraversa verticalmente tutto il busto mente altri due laterali uno  nella narice sinistra (Ida) ed uno in quella destra (Pingala) ; il primo trasportatore  di energia Yin, lunare e femminile, il secondo di energia Yang, solare e maschile.

CHANDRA Bedha Pranayama

Premessa

Il Prana è l’energia vitale fondamentale che impregna tutte le cose e gli esseri dell’universo ed è parte integrante di tutti fenomeni manifestati (movimento dei corpi celesti, magnetismo, forza di gravità ecc). L’energia vitale (prana) viene attratta nel nostro essere in primo luogo attraverso la respirazione e il suo controllo. Tale controllo si attua durante le classiche quattro fasi: inspirazione (puraka), pausa respiratoria dopo l’inspirazione (antara kumbhaka), espirazione (rechaka) e pausa dopo l’espirazione (bahya kumbhaka).

La respirazione è il punto di legame tra il corpo e la mente e questi tre elementi si influenzano reciprocamente. Più siamo attenti ad inspirare ed espirare con calma e consapevolezza e più gli effetti benefici sul corpo, sulla mente e sulla psiche saranno intensi.

Il corpo è attraversato da canali invisibili detto sottili (le nadi) trasportatori di energia vitale, un canale centrale (detto Sushumna) che attraversa verticalmente tutto il busto mente altri due laterali uno  nella narice sinistra (Ida) ed uno in quella destra (Pingala) ; il primo trasportatore  di energia Yin, lunare e femminile, il secondo di energia Yang, solare e maschile. La Nadi lunare a sinistra ha un’azione che è ritenuta calmante e rinfrescante. Quella solare ha invece un’azione prettamente energetica di attivazione del corpo fisico. Quindi a secondo dove inspiriamo ed esprimano durante la pratica, otterremo risultati calmanti o energizzanti. 

chandra-bedha-pranayama

I benefici

È la respirazione che sollecita il lato sinistro, la rilassante. 

Calma la mente creando una sensazione di tranquillità.

Rilassa e rinfresca il sistema nervoso.

Armonizza le correnti energetiche nella spina dorsale (come Nadi Shodhanam Pranayama).

Riduce lo stress e le tensioni mentali.

Purifica e mantiene l’energia alta ma in equilibrio.

Aumenta la consapevolezza interiore.

Prepara alla meditazione.

Aiuta fortemente per insonnia e ansia. 

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 La pratica

Siediti gambe incrociate o sul letto prima di dormire. 

Con la mano destra fai Vishnu Mudra ossia porta indice e medio a contatto con il palmo e distendi pollice, anulare e mignolo. Le dita distese ti servono a chiudere in maniera alternata le due narici.

Chiudi la narice destra ed inspira dalla sinistra, trattieni senza stringere i denti, chiudi la narice sinistra ed espira lentamente a destra, poi richiudi a destra e ricomincia. 

Sempre inspirerai da sinistra ed espirerai da destra. 

Fai questo ciclo per almeno 6 volte. 

Finita la tecnica chiudi gli occhi e ascolta come il tuo respiro è cambiato. 

Ascolta la differenza dall’inizio, ascolta come il tuo corpo abbia ceduto dolcemente e tutto sia rilassato. 

 

Buona pratica. 

Di Francesca Pocci