Terapia craniosacrale e rilascio somato-emozionale

con Patrizia Maione su appuntamento.

Il tocco delicato che libera il corpo e guarisce l’anima.

La terapia Craniosacrale è una tecnica olistica e non invasiva che utilizza un tocco leggero per valutare e ripristinare il ritmo del sistema Craniosacrale.

Questo sistema, composto da membrane e dal liquido cerebrospinale che circondano e proteggono il cervello e il midello spinale, influenza con il suo £ritmo” il corretto funzionamento di tutto il corpo.

La terapia Craniosacrale aiuta il corpo a riprendere i suoi naturali processi di guaigione agendo in profondità sul sistema nervoso.

Il Rilascio Somato-Emozionale è il passo successivo, è un processo terapeutico, che permette di liberare il corpo e la mente da traumi, bloocchi emotivi intrappolati nei tessuti del corpo che si trasformano in tensioni croniche, dolori o disfunzioni.

Questa tecnica avanzata combina il tocco delicato del Craniosacrale con l’ascolto attivo del tuo corpo, in uno spazio di condivisione sicuro in cui puoi riconoscere e liberare le emozioni represse.

 

Per chi è?

Ideale per chi soffre di:

  • Stress, ansia e disturbi del sonno
  • Dolori cronici (mal di testa, emicranie, dolori cervicali e alla schiena)
  • Problemi legati alla postura
  • Trraumi fisici ed motivi

I benefici

  • Rilassamento profondo e riduzione dello stress
  • Alleviamento del dolore e delle tensioni
  • Rilascio di vecchie ferite emotive
  • Miglioramento della postura
  • Maggior equilibrio emotivo.

Chi è Patrizia Maione

Sono una persona fortemente appassionata e orientata al ricerca del benessere integrale e alla guarigione profonda dell’essere umano.

Nel mio percorso formativo ho continuamente esplorato e indagato sulla interconnessione tra mente corpo e spirito, un percorso non sempre lineare ma molto personale, poiché volto ad unificare la formazione accademica ad una profonda esperienza di vita e auto- esplorazione.

La medicina ayurvedica è stato il primo passo che ho mosso nella mia ricerca personale, frequentando il corso triennale presso C.I.L.U.S. (Centro Internazionale Lavori Umano Sociali – Scuola di Ayurveda e Discipline Complementari) di Narni.

Un corso di studio e specializzazione in Ayurveda Tradizionale, Terapia Energetica, Kinesiologia applicata, Riflessologia Plantare, Terapia Craniosacrale, Anatomia esoterica.

DIPLOMA IN AYURVEDA (AYURVEDA NISHNAT – SPECIALISTA IN AYURDEDA) Conseguito nell’ambito del corso triennale tenuto dal prof. P.H. Kulkarni presso il C.I.L.U.S. e rilasciato dall’Ayurveda Academy di Pune (India)

Un percorso conoscitivo e di crescita personale straordinario che mi ha permesso di conseguire all’interno della formazione triennale la certificazione di RIFLESSOLOGIA PLANTARE, Certificazione MASSAGGIO INDIANO DEL CORPO E TECNICHE DI PANCHAKARMA, MASSAGGIO DEL VISO INDIANO e TERAPIA CRANIOSACRALE.

Nel corso dei miei anni di formazione mi sono specializzata in Terapia Cranio- Sacrale e Rilascio Somato Emozionale presso l’Istituto Cranio – Sacrale Upledger Italia di Trieste, con specializzazione e applicazione del trattamento cranio- sacrale in ambito pediatrico sui neonati prematuri e Cranio- sacrale per il Concepimento, la Gravidanza e il Parto.

L’Ayurveda e la terapia Craniosacrale sono stati i miei AMORI più grandi, mi sono follemente innamorata della loro immensa natura terapeutica che non è mai standardizza, mai riconducibile ad un protocollo prestabilito, mai uguale per tutti ma è piuttosto un lavoro organizzato, volto alla ricerca di quell’ UNICO che siamo e che è indissolubilmente legato e interconnesso al vissuto della persona.

Entrare in contatto con queste “unicità” scoprirne i legami universali che energeticamente sottendono le nostre vite è il privilegio più grande che queste due discipline mi hanno donato.

 

Prenotazioni e informazioni santosha.info@gmail.com

Insegnare Yoga in Italia: Certificazione, Tesserino Tecnico e Cosa Serve

Cosa Serve per Insegnare Yoga in Italia? Guida alla Certificazione e Tesserino Tecnico


Insegnare Yoga in Italia: Norme, Certificazioni e Obblighi Attuali

Sempre più persone scelgono di trasformare la propria passione per lo yoga in una professione. Ma cosa è necessario per insegnare yoga in Italia in modo legale e professionale? La risposta non è univoca, ma dipende dalla forma giuridica adottata e dalla modalità in cui si decide di insegnare.

In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio:

  • Quale certificazione yoga è necessaria

  • A cosa serve il tesserino tecnico yoga

  • Qual è il valore della Yoga Alliance

  • Le differenze tra ASD, SSD, associazioni culturali e partita IVA


In Italia lo Yoga non è ancora una professione regolamentata

Partiamo da un punto fondamentale: in Italia l’insegnamento dello yoga non è regolamentato da un albo professionale riconosciuto dallo Stato. Questo significa che, ad oggi, non è richiesta una “abilitazione” statale per insegnare yoga.

Tuttavia, per esercitare in maniera legale e professionale è importante scegliere un corretto inquadramento fiscale e giuridico, oltre ad avere una formazione qualificata.


ASD, SSD e Tesserino Tecnico Yoga: l’inquadramento sportivo

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Una delle opzioni più utilizzate per insegnare yoga in Italia è farlo all’interno di:

  • ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche)

  • SSD (Società Sportive Dilettantistiche)

In questo contesto, lo yoga viene inquadrato come attività sportiva ginnico-motoria finalizzata al benessere.

✅ Per insegnare in una ASD/SSD è obbligatorio il tesserino tecnico yoga

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Il tesserino tecnico è un documento che certifica la tua abilitazione a insegnare yoga in ambito sportivo. Viene rilasciato da Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI come:

  • ASI

  • CSEN

  • ENDAS

  • UISP

Questa certificazione consente di:

  • Operare in regola all’interno di associazioni e centri sportivi

  • Accedere al regime agevolato per i compensi sportivi

  • Essere coperti da assicurazione sportiva

⚠️ Attenzione: Dopo la riforma dello sport del 2023-2024, il regime dei compensi sportivi ha subito modifiche. Verifica sempre con un consulente aggiornato.


Yoga Alliance: Certificazione Internazionale, ma non Legale in Italia

Molte scuole di formazione offrono corsi riconosciuti da varie tipologie di Yoga Alliance, che  certificano standard formativi internazionali (come RYT 200 o RYT 500).

Yoga Alliance: vantaggi e limiti in Italia

✅ Pro:

  • Riconoscimento internazionale

  • Reputazione nei ritiri, festival e centri all’estero

  • Percorsi formativi strutturati

❌ Contro:

  • Non è un riconoscimento legale in Italia

  • Non sostituisce il tesserino tecnico CONI

  • Non dà accesso al regime agevolato per sportivi

Quindi, se ti chiedi: “Posso insegnare yoga in Italia solo con il certificato Yoga Alliance?”, la risposta è no, non è sufficiente da solo per operare legalmente in ASD/SSD o per regolarizzare la tua posizione fiscale.


Alternative Legali: Associazioni Culturali e Partita IVA

Oltre al percorso sportivo, esistono altre strade legali per insegnare yoga:

🧘 Associazione Culturale

Puoi creare o collaborare con una associazione culturale che propone corsi di yoga come attività educativa e spirituale. È importante:

  • Avere uno statuto ben redatto

  • Tesserare i partecipanti come soci

  • Mantenere finalità non lucrative

💼 Partita IVA per Insegnanti di Yoga

Aprire una partita IVA è la soluzione per lavorare in autonomia, collaborare con centri yoga, proporre corsi online o offrire lezioni individuali.

  • Puoi usare codici ATECO come:

    • 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi

    • 85.59.20 – Formazione non universitaria

    • 96.04.10 – Centri per il benessere fisico

  • Avrai obblighi fiscali e previdenziali

  • Consigliato rivolgersi a un commercialista specializzato nel settore benessere


Certificazione Yoga: Serve davvero?

Sebbene nessuna legge italiana imponga una certificazione yoga specifica per insegnare, è fondamentale:

  • Aver completato almeno un corso da 200 ore riconosciuto

  • Continuare la formazione con aggiornamenti e moduli specialistici

  • Conoscere anatomia, pedagogia, sicurezza e norme deontologiche

La qualità dell’insegnamento è la tua migliore garanzia, sia per i tuoi allievi che in caso di controlli o responsabilità professionale.


Conclusioni: Cosa Serve per Insegnare Yoga in Italia Oggi

Inquadramento Richiesto Legalmente valido?
Certificazione Yoga Alliance Facoltativa ❌ Non sufficiente
Tesserino tecnico CONI Obbligatorio per ASD/SSD ✅
Partita IVA con formazione adeguata Consigliata ✅
Associazione culturale Possibile ✅ se ben strutturata

👉 Vuoi insegnare yoga in modo legale e sicuro?

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Altrimenti vai alla pagine delle nostra formazione

possiamo aiutarti  a orientarti tra certificazioni yoga, tesserino tecnico, inquadramenti legali e formazione professionale.

 

Corso di Formazione Yoga in Presenza: Scopri la Soluzione Ideale per Te

Nel mondo dello yoga moderno, chi desidera diventare insegnante si trova spesso davanti a una scelta importante: seguire un corso di formazione yoga online oppure un corso di formazione yoga in presenza. Entrambe le modalità hanno vantaggi, ma se desideri un’esperienza autentica, trasformativa e completa, il corso di formazione yoga in presenza di 9 settimane offerto da Santosha è ciò che fa davvero la differenza.

1. La Connessione Umana: Cuore della Formazione Yoga in Presenza

Una delle differenze più significative tra un corso di yoga online e un corso in presenza è la qualità della connessione umana. Quando pratichi in presenza, condividi lo spazio con insegnanti esperti e altri studenti che, come te, stanno intraprendendo un viaggio interiore profondo. Ogni sguardo, ogni parola scambiata, ogni correzione fisica ricevuta contribuisce a costruire un ambiente di apprendimento vivo, stimolante e profondamente umano.

Al contrario, nei corsi yoga online, la distanza fisica può trasformarsi in distanza emotiva e didattica. Manca quel contatto diretto che è essenziale per interiorizzare davvero la pratica e crescere come insegnanti.

2. Apprendimento Esperienziale: Il Valore del Corpo nel Qui e Ora

Il nostro corso di formazione yoga in presenza di 9 settimane è progettato per offrire un apprendimento immersivo, dove ogni giorno è scandito da momenti di pratica intensa, meditazione, studio dei testi sacri e lavoro corporeo guidato. Toccare, sentire, percepire il corpo nello spazio reale – non attraverso uno schermo – è ciò che permette di sviluppare una comprensione profonda dell’anatomia, dell’allineamento e della pedagogia yogica.

Nell’online, il feedback è limitato, spesso mediato da video preregistrati. Le correzioni sono generiche, e manca il confronto diretto che rende efficace ogni singola lezione.

3. Energia del Gruppo e Presenza Mentale

In un corso yoga in presenza, l’energia del gruppo è una forza trainante. Ti sostiene nei momenti di difficoltà, ti ispira, ti incoraggia a superare i tuoi limiti. La presenza degli altri partecipanti crea una rete di sostegno reale, che accompagna anche oltre il corso stesso.

L’esperienza online, per quanto ben organizzata, non può offrire lo stesso tipo di coesione. Spesso lo studente si trova a praticare in solitudine, con una concentrazione più labile e una minore continuità emotiva.

4. Immersione Totale: Una Vera Trasformazione Interiore

Il corso di formazione yoga in presenza di 9 settimane di Santosha non è solo un percorso tecnico per diventare insegnanti certificati. È un ritiro, un’immersione totale nello stile di vita yogico. Durante queste settimane vivrai a stretto contatto con la natura, ti nutrirai in modo consapevole, entrerai in una routine quotidiana fatta di disciplina, silenzio, condivisione e introspezione. È questa immersione che trasforma profondamente, e che raramente si può ottenere da casa.

Con un corso online, invece, il rischio è di rimanere coinvolti nelle distrazioni quotidiane, impedendo una vera e propria trasformazione personale.


Perché Scegliere il Corso di Formazione Yoga in Presenza di Santosha

Il nostro corso di formazione yoga in presenza di 9 settimane è pensato per chi desidera:

  • Vivere un’esperienza intensiva e immersiva

  • Imparare direttamente da insegnanti altamente qualificati

  • Ricevere correzioni personalizzate e feedback costante

  • Coltivare relazioni autentiche con altri futuri insegnanti

  • Trasformare il proprio approccio alla vita, oltre la pratica sul tappetino

Un Ambiente Unico

Presso Santosha, ogni dettaglio è curato per favorire la crescita: dalla location immersa nella natura, dagli spazi di meditazione ai momenti di condivisione. Non si tratta solo di formarsi, ma di rinascere come praticanti e come esseri umani consapevoli.


Conclusione

Mentre i corsi yoga online possono offrire flessibilità, è nel corso di formazione yoga in presenza che si manifesta la vera potenza trasformativa dello yoga. Se stai cercando un percorso che vada oltre la superficie, ti aspettiamo a Santosha per un’esperienza che cambierà la tua vita – dentro e fuori dal tappetino.

🌿 Scopri di più sul nostro corso di formazione yoga in presenza di 9 settimane e unisciti a una comunità di anime in cammino verso la consapevolezza.

Dukkha e Klesha, le sofferenze e le afflizioni della mente. Come superarle

Lo yoga è una disciplina spirituale nata dalla necessità di alleviare la sofferenza umana (dukkha) attraverso il riconoscimento dei Klesha (le afflizioni della mente). Gli antichi saggi hanno riconosciuto che la sofferenza germoglia dalla mente e colpisce tutti i livelli della nostra esistenza umana: fisica, mentale e spirituale. La sofferenza, infatti, non viene dall’esterno; è una risposta che produciamo noi stessi nella nostra mente. Questo può essere rassicurante perché significa che possiamo trovare dentro di noi la forza per fare qualcosa al riguardo!

È interessante vedere le diverse reazioni che hanno le persone sofferenti. In circostanze simili due persone possono avere risposte completamente diverse.

Un semplice esempio: due persone che si trovano più o meno nella stessa situazione economica perdono il lavoro. Una persona può cogliere questo evento come un’opportunità per fare qualcosa di nuovo ed eccitante; l’altro, invece, diventa depresso, incapace di cambiare. Perché?

Perché soffriamo? E soprattutto, possiamo fare qualcosa?

Anche gli antichi saggi si ponevano queste domande. Possiamo fare qualcosa a riguardo? Il saggio che elaborò gli Yoga Sutra, Patanjali ci dà un’idea delle ragioni principali della nostra sofferenza e ci parla degli strumenti yogici da applicare per alleviare il nostro dolore. È inevitabile che nella vita ci siano dolore e sofferenza, ma con lo yoga si possono alleviare le cause ed evitare sofferenze future.

Patanjali era un maestro della mente, o una descrizione migliore potrebbe essere, padrone della coscienza.

Dunque, quali sono le  cause di afflizione  (klesha) di cui parla Patanjali? Esse sono 5.

Nello Yoga di Patanjali, i Klesha sono gli stati di afflizione della mente o “nodi della mente”. Sono i frutti velenosi di un errato atteggiamento mentale. Sono cinque i fattori che causano la sofferenza, l’infelicità o disordine nella psiche umana, disturbando l’equilibrio mentale o psicologico e impedendo di realizzare il nostro sé divino.

I klesha sono ostacoli che hanno origine nella nostra mente e che condizionano la nostra vita quotidiana, deteriorando il nostro stato di salute e benessere.

Secondo lo yoga, dunque, noi soffriamo per i nostri meccanismi mentali. Anche in presenza di condizioni oggettive e materiali che possono generare afflizione, il problema maggiore è il nostro atteggiamento, la nostra risposta mentale. Se non scardiniamo i meccanismi mentali che generano sofferenza, essa si riproporrà anche quando le condizioni materiali sono favorevoli.

L’approccio alla vita dovrebbe essere quello di lavorare su sé stessi e fare in modo che l’io si liberi da questi fattori di indebolimento,  fattori che non possono causare altro che danni.

Questi cinque klesha o afflizioni, sono: Avidya (ignoranza, mancanza di consapevolezza), Asmita (l’illusione dell’Ego), Raga (attaccamenti), Dwesha (avversione, odio), Abhinivesha (paura della morte).

 

AVIDYA 

YOGA SUTRA 2.4
अविद्याक्षेत्रमुत्तरेषाां प्रसुप्ततनुविच्छिन्नोदाराणाम्
avidyā kṣetram-uttareṣām prasupta-tanu-vicchinn-odārāṇām

 

Avidya: ignoranza, nescienza
Ksetram: luogo, campo, origine
Uttaresam: seguito da, successivo
Prasupta: dormiente
Tanu: attenuato
Vicchinna: nascosto
Udaranam: pienamente operativo

“L’ignoranza è la fonte (la radice, la causa) della sofferenza, sia essa dormiente, attenuata, intermittente o pienamente attiva.”

 

YOGA SUTRA 2.5
अवनत्याशुविदुुः खानात्मसुवनत्यशुविसुखात्मख्यावतरविद्या
Anitya-Asuci-Dukha-Anatmasu-Nitya-Suci-Sukha-Atma-Khyatih-Avidya

Anitya: impermanente
Asuci: impuro
Dukha: miseria
Anatmasu: non-sé
Nitya: eterno, eterno
Suci: puro
Sukha: felicità
Atma: anima, Sé
Khyatih: prendere per essere, supporre di essere
Avidya: ignoranza

“L’ignoranza è considerare il non eterno come eterno, l’impuro come puro, il doloroso come piacevole, il non sé come sé”

 

Avidya è l’origine di tutti i Klesha, tutti i Klesha sono aspetti di Avidya.

“Avidya” è una parola sanscrita che indica una condizione interiore di non conoscenza, che potremmo tradurre con “ignoranza” e per lo Yoga viene considerata tra le fonti di maggiore sofferenza per l’essere umano.

Non si tratta però di ignoranza come viene intesa nel linguaggio comune, dunque un’ignoranza culturale, di mancanza di nozioni o di una mancata acquisizione di una perfetta conoscenza filosofica o religiosa, ma di ignoranza rispetto alla concezione della realtà, a ciò che costituisce il nostro sé più profondo, la nostra reale natura, verso il Divino che esiste fuori e dentro di noi.

Secondo Patanjali, noi non abbiamo mai una visione corretta della realtà, perché ogni cosa che noi percepiamo attraverso i cinque sensi è condizionata dai modelli mentali che abbiamo acquisito attraverso le esperienze.

Questa ignoranza, pertanto, si può considerare una mancanza di consapevolezza, come se avessimo un velo davanti agli occhi che ci impedisce di vedere la realtà, generando un’illusione che porta ad un’incapacità di sperimentare la vita nella sua intrinseca finalità, generando una sottile ma pervasiva sofferenza.

 

ASMITA
YOGA SUTRA 2.6
दृग्दशशनशक्त्योरेकात्मतेिाच्छिता
dr̥g-darśana-śaktyor-ekātmata-iva-asmitā

 

dr̥g: il veggente
darśana: vedere
śaktyo: il potere di (vedere)
eka: uno
ātmata: Sé
iva: come se
asmitā: identità

“l’egoismo è l’identificazione del veggente con lo strumento del vedere”

 

Asmita è uno dei figli di Avidya, in quanto a causa di quest’ignoranza ci si sente come un oggetto separato piuttosto che un tutt’uno con l’universo. Da ciò deriva la nostra tendenza a identificarci e a fondare il senso dell’Io su un instabile agglomerato di processi fisici e mentali.

Asmitâ rappresenta l’ego, l’illusione di essere soltanto un corpo, (il mio corpo), una mente (la mia mente), un nome (il mio), di identificarsi in un “io sono questo e quello”. L’errore rappresentato da Asmita è quindi scambiare questa struttura mentale, questo guscio esterno, con il nostro profondo sé, la nostra profonda identità.

Questo porta a una falsa identità, in cui l’immagine di sé è definita dai ruoli, dalle posizioni e dai beni che si ottengono nella vita.

Corpo e mente sono strumenti messi a nostra disposizione per l’esperienza di vita sulla terra. Identificarci con essi porta a sofferenza poiché la nostra felicità viene così fondata su elementi precari, condizionati e perennemente fluttuanti. Identificandoci con la mente ci identifichiamo con i desideri e veniamo trascinati in un meccanismo mentale che prende il possesso delle nostre azioni e dei nostri pensieri.

Lo yoga ci insegna che la nostra reale e profonda identità non coincide con un Ego capriccioso e insaziabile, ma con un’Entità più sottile che appartiene ad una dimensione più vasta del mondo materiale.

 

RAGA
YOGA SUTRA 2.7
सुखानुशयी रागुः

sukha: anuśayī rāgaḥ
sukha: pleasure
sukha: piacere
anuśayī: attrazione immediata verso le cause

rāgaḥ: attaccamento, desiderio, un sentimento che generiamo in noi stessi, di voler continuare un’esperienza di piacere che abbiamo.

“Il piacere è la causa principale dell’attaccamento”.

 

Raga è tipicamente tradotto come “attaccamento, attrazione, desiderio”. Quando abbiamo un Ego esteso possiamo sviluppare forte attaccamento ai nostri desideri, rendendoli veleno per la mente. Il desiderio in sé è un costrutto incancellabile dall’esistenza umana ma il problema consiste nel modo in cui esso opera in noi. La mancanza di consapevolezza, di controllo e di distacco dai desideri ci rende schiavi e dipendenti da essi. In presenza di questo veleno, la nostra mente si allontana dalla sua natura più profonda e dai richiami del nostro Sé più profondo, finendo per alimentare bisogni fittizi.

L’attaccamento porta ad un costante stato di paura: se non abbiamo qualcosa abbiamo paura di non ottenerla, se abbiamo qualcosa abbiamo paura di perderla. In questo modo siamo sempre sovrastati dalla paura, dalla bramosia di ottenere qualcosa e non può esserci rilassamento, contentezza.

 

DVESA
YOGA SUTRA 2.8
दुुः खानुशयी द्वेषुः

Dukha: Anusayi-Dvesah
Dukha: dolore, sofferenza
Anusayi: attrazione immediata verso le cause
Dvesah: avversione, repulsione

 

“L’avversione è il distacco dal dolore e dalla sofferenza.”

 

Come abbiamo precedentemente visto, Raga è il desiderio di provare sensazioni piacevoli.

Dwesha, al contrario, è la repulsione delle sensazioni spiacevoli. Cerchiamo subito di allontanare ciò che ci fa soffrire.

Raga, il desiderio, è chiedere, volere che il piacere si ripeta. Tendiamo a correre dietro il piacere, volendone sempre di più. Dvesa, l’avversione, nasce dal rifiuto, dal voler tenere lontano o evitare ciò che temiamo essere negativo o riteniamo dannoso, è voler sfuggire al dolore e desiderare che non si ripeta.

 

ABHINIVESHA
YOGA SUTRA 2.9
स्वरसिाही विदुषोऽवि तथारूढोऽविवनिेशुः
Svarasavahi-Vidusah-Api-Tatha-Arudhah-Abhinivesah

 

Svarasavahi: fluire con il proprio slancio
Vidusah: persona saggia
Api: pari
Tatha: allo stesso modo
Arudhah: fermamente stabilito
Abhinivesah: paura della morte, attaccamento alla vita

 

“Come nell’ignorante, così nel saggio, la paura innata e ben radicata dell’annientamento è l’afflizione chiamata abhiniveśa.”

 

Basandosi sui sutra precedenti, il testo sostiene che l’incomprensione della nostra natura (avidya) ci porta ad associarci erroneamente ai nostri pensieri su chi pensiamo di essere (asmita). Di conseguenza, sviluppiamo simpatie e voglie, desideri (raga), nonché antipatie e avversioni (dvesha). Più siamo investiti nella nostra identità, con tutte le idee e le attività ad essa associate, maggiore è l’attaccamento alla nostra vita. Questo istinto naturale di sopravvivenza è il più forte di tutti gli esseri viventi. Più forte è l’identificazione con il nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni, più ci aggrappiamo alla nostra vita.

La paura di morire è molto forte in tutti noi, anche se non abbiamo avuto l’esperienza diretta di morire. Non c’è nessuno che non abbia paura della morte, è una paura naturale, ancestrale.

Crediamo che al momento della morte tutto sarà abbandonato. Il corpo che amiamo così profondamente non ci sarà più. Con la morte perderemo i nostri cari, così come il denaro, il potere, il prestigio, l’onore e la dignità. L’idea di perdere tutto ciò che ci dà identità ci terrorizza.

Questa paura pervasiva ha le sue radici nella nostra mancanza di comprensione del fatto che esiste qualcosa di più prezioso del nostro corpo, dei nostri cosiddetti cari e dei nostri beni terreni.

GLI STATI DEI KLESHA

Tutti gli individui vengono al mondo con questi klesha, tuttavia Patanjali ci dice che possono esistere in quattro stati diversi.

Sono detti dormienti quando il klesha non sono attualmente attivi ma possono risvegliarsi in qualsiasi momento. Prendiamo ad esempio abhinivesha, attaccamento alla vita; ci si può sentire non toccati dalla paura della morte fintanto succede qualcosa nella vita che all’improvviso la porta in primo piano. Abhinivesha ha sempre dormito dentro di noi.

Quindi, il secondo stato di cui Patanjali ci parla è lo stato diluito o indebolito. La maggior parte di noi dovrà tenere d’occhio attivamente i klesha per cercare di metterli in uno stato più debole in modo che non prendano il controllo delle nostre menti e delle nostre vite.

Lo stato successivo è lo stato intercettato. Questo avviene quando un klesha ne intercetta un altro. Un ottimo esempio di questo è con raga e dvesha in una madre. Siamo totalmente innamorati del nostro piccolo finché quel piccolo non fa qualcosa da far arrabbiare totalmente la madre.

E’ scioccante osservare come quel bellissimo amore della nostra vita possa improvvisamente diventare qualcosa di cui siamo incredibilmente furiosi.

Il quarto stato notato da Patanjali è lo stato attivo. Questo è lo stato della persona media che vive la propria vita senza riflessione, autoispezione o pratiche disciplinari e quindi non ha alcun controllo sulle proprie azioni. Queste persone agiscono semplicemente secondo i bisogni dell’ego, le proprie simpatie e antipatie e vivono in un luogo di costante e sottile paura di perdere tutto ciò per cui hanno lavorato.

Non hanno alcun controllo sulle loro menti perché non hanno esercitato alcuna forza per apportare i cambiamenti necessari.

TROVARE LE RISORSE

È fondamentale imparare a individuare le fonti delle afflizioni in modo da poter vivere consapevolmente e utilizzare i principi yogici e le discipline per sradicarle alla radice. Altrimenti stiamo solo reagendo; non abbiamo alcun controllo sulle nostre azioni.

Patanjali parla di molti ostacoli sui quali bisogna lavorare con ordine per portare un po’ di chiarezza mentale nella tua vita e nella tua pratica. Ne parleremo nel prossimo articolo.

Fonti:

Light on the Yoga Sutras of Patanjali di BKS Iyengar
The Yoga Sutras of Patanjali Translation and Commentary di Sri Swami Satchidananda
I Klesha – le afflizioni di  Alice Rolle 

 

Yoga, Yoga meditativo, yoga dolce, flow yoga. Che tipo di yoga fa per te?

La scuola Santosha propone corsi caratterizzati da approcci e stili esecutivi differenti, tutti rigorosamente riconducibili alla matrice classica dell’Hatha Yoga. Sebbene la modalità pratica subisca delle variazioni a seconda del corso, i principi strutturali e gli obiettivi finali rimangono invariati e comprendono:

  • Sviluppo di elasticità e forza muscolare.

  • Raggiungimento della calma e della quiete mentale.

  • Stabilizzazione dell’equilibrio emotivo.

  • Consolidamento di uno stato lucido e positivo.

L’esperienza diretta rimane lo strumento di verifica più efficace per comprendere l’impatto di ciascuna pratica. Sulla base delle proprie condizioni fisiche e necessità attuali, l’allievo è invitato a selezionare il corso più idoneo.

Yoga, Yoga flow, Yoga meditativo, Yoga Dolce, Yoga del risveglio, Yoga del respiro, Yoga reset.

Tutte le lezioni, indipendentemente dallo stile, sono caratterizzate da:

–  posizioni yoga (asana);
– esercizi di respirazione (pranayama);
– visualizzazioni
– meditazione;
– rilassamento profondo;
– mantra.

YOGA (Pratica Classica)

Questo percorso incarna il nucleo originario della nostra tradizione: un itinerario completo, integro e profondamente evolutivo, in cui la saggezza millenaria della disciplina dialoga con le istanze della vita contemporanea per risvegliare il nostro potenziale latente.

Il lavoro si articola attraverso:

  • L’integrazione tra movimento e stasi: un contrappunto calibrato che alterna transizioni energetiche e dinamiche — espresse attraverso concatenazioni fluide come il Saluto al Sole — a fasi di prolungato raccoglimento nelle posture tradizionali, abitate con attenzione vigile e ininterrotta.
  • Il respiro come asse portante: ogni gesto, ogni distensione e ogni permanenza nella forma sono informati dal ritmo respiratorio, che funge da medium elettivo per connettere l’azione motoria alla quiete interiore.
  • Geometria posturale e ascolto: un’indagine anatomica rigorosa ma priva di costrizioni, volta a ristabilire il corretto posizionamento nello spazio, onorando i confini biologici e dissolvendo al contempo le resistenze di natura psicogena.

Gli effetti trasformativi sul sistema psicofisico Questa disciplina agisce come un catalizzatore di benessere globale, estendendo i suoi benefici a ogni piano dell’esperienza umana:

  • Tono, flessibilità e assetto posturale: restituisce all’organismo una vigorosa elasticità muscolo-articolare, liberando la colonna vertebrale dai sovraccarichi e dai blocchi cronici.
  • Stabilità e chiarezza cognitiva: la focalizzazione richiesta dall’esecuzione delle asana interrompe la ruminazione mentale, schiudendo uno spazio di limpidezza, discernimento e serenità interiore.
  • Armonizzazione emotiva: riequilibria i piani sottili dell’energia vitale, attenuando le fluttuazioni dell’umore e radicando una disposizione d’animo stabile, fiduciosa e luminosa.

Il ritorno alla propria misura originaria La via classica rifugge ogni logica performativa per farsi luogo di autentico raccoglimento. È lo spazio in cui si impara ad abitare il presente con trasparenza, accogliendo le fatiche del corpo come tappe di un processo di consapevolezza in continua fieri.

Criteri di accesso e destinatari Un contesto inclusivo e rigoroso, pensato per chi ricerca un’esperienza di crescita integrale:

  • Accessibile a praticanti di qualsiasi livello di esperienza, inclusi i principianti dotati di una buona recettività corporea e di un genuino intento esplorativo.
  • Consigliato a chi è privo di limitazioni funzionali rilevanti e desidera coltivare una disciplina che fonda il benessere fisico con la profondità della ricerca interiore.

YOGA MEDITATIVO E RILASSAMENTO PROFONDO

Ci sono momenti nella vita in cui il corpo e la mente non hanno bisogno di sforzo, ma di un unico, immenso permesso: quello di fermarsi e lasciarsi andare. Lo Yoga Meditativo è un rifugio sicuro, una pratica di radicale gentilezza verso sé stessi che apre le porte a benefici profondi e trasformativi. È un viaggio d’amore e di ritorno alla propria essenza, un’esperienza che nutre l’anima prima ancora che i muscoli.

La pratica si sviluppa attraverso:

  • Asana a terra e abbandono posturale: posizioni dolci, prevalentemente statiche e a terra, studiate per non richiedere alcuna attivazione muscolare intensa. Qui impariamo a cedere il peso della terra, lasciando che le tensioni fisiche si dissolvano naturalmente.
  • Respiro consapevole come ancora: l’ascolto amorevole e continuo del respiro diventa il filo conduttore che ci riporta a casa, nel qui e ora, acquietando il rumore dei pensieri.
  • Immersione nella quiete e visualizzazioni: ampi spazi dedicati al rilassamento guidato profondo e a visualizzazioni rigeneranti, pensate per accompagnarti in una dimensione di pace ineguagliabile.

I benefici immensi per il corpo e per l’anima Questo stile è un vero e proprio balsamo per le ferite dello stress moderno. Tra i suoi doni più grandi:

  • Un ristoro totale per il sistema nervoso: agisce come un interruttore che spenge la modalità di sopravvivenza e di allerta (fight or flight), permettendo al sistema parasimpatico di rigenerare ogni singola cellula.
  • Una cura naturale e profonda per l’insonnia: sciogliendo i nodi dell’ansia e dell’iperstimolazione mentale, prepara il corpo e la mente a un sonno finalmente ristoratore, profondo e rigenerante.
  • Il dono della pace interiore: restituisce la calma e la centratura quando tutto intorno sembra correre troppo veloce, allontanando il logorio della frenesia quotidiana.

Il ponte naturale verso la meditazione Questo corso non è solo un momento di relax, ma una vera e propria scuola di silenzio. Ti prende per mano e ti guida dolcemente verso la pratica della meditazione, offrendoti radici solide e strumenti concreti. È il percorso ideale per chi desidera imparare a meditare anche in autonomia, scoprendo come trovare il proprio spazio sacro di silenzio e presenza in qualsiasi momento della vita di tutti i giorni.

Destinatari e requisiti di accesso Questo spazio di grazia e rigenerazione è aperto a tutti, senza alcuna eccezione:

  • Ai principianti assoluti che si avvicinano per la prima volta al tappetino e cercano un ambiente accogliente e non giudicante.
  • A chi attraversa periodi di stanchezza profonda, stress cronico o difficoltà legate al sonno.
  • A chiunque viva con limitazioni o problematiche fisiche e cerchi una pratica profondamente terapeutica e rispettosa dei propri tempi.
  • Ai praticanti esperti che sentono il bisogno di bilanciare la dinamicità della vita o di altre pratiche con un momento di integrazione, ascolto e profondo ristoro.

 YOGA DOLCE

Lo Yoga Dolce è un abbraccio lento e rassicurante, un tempo prezioso in cui la pratica si fa accessibile, gentile e profondamente rispettosa di ogni limite. È una carezza per i muscoli e per il sistema nervoso, uno spazio sicuro dove spogliare le aspettative e riscoprire il piacere di muoversi senza fretta, ritrovando la gioia di abitare il proprio corpo così com’è.

La pratica si sviluppa attraverso:

  • Movimenti fluidi e a basso impatto: asana eseguite con una lentezza consapevole, dove ogni transizione è studiata per azzerare i sovraccarichi e proteggere le articolazioni, permettendo ai tessuti di distendersi spontaneamente.
  • Ascolto e adattamento: un approccio morbido che non cerca la performance, ma valorizza la lentezza come strumento di guarigione, accogliendo le rigidità con pazienza e trasformandole in morbidezza.
  • Respiro come balsamo: un’attenzione particolare a un respiro calmo e profondo, che accompagna ogni gesto e trasforma la sessione in una vera e propria meditazione in movimento.

I doni profondi per il corpo e per la mente Questo stile è un toccasana potente per chi ha bisogno di rigenerarsi senza alcuno stress fisico:

  • Sollievo e fluidità articolare: scioglie le tensioni croniche e i blocchi legati alla sedentarietà, restituendo leggerezza e mobilità a collo, spalle e colonna vertebrale.
  • Rigenerazione profonda del sistema nervoso: abbassa i livelli di cortisolo, placa l’ansia e spegne la stanchezza mentale, donando una sensazione di pace e rilassamento duraturi.
  • Un ritorno amorevole al movimento: riaccende la fiducia nel proprio corpo, permettendo di riattivare l’energia vitale in modo dolce, senza traumi e senza fatica.

La porta aperta verso il benessere Questo corso è un atto di cura radicale verso sé stessi. Non richiede precedenti esperienze né doti atletiche, ma solo la voglia di regalarsi un tempo di autentica gentilezza.

Destinatari e requisiti di accesso Uno spazio di benessere totalmente inclusivo, pensato specificamente per:

  • I principianti assoluti che si avvicinano per la prima volta allo yoga e desiderano un ingresso graduale e protetto.
  • Chi è fermo da molto tempo e ha bisogno di riattivare il corpo con gradualità e dolcezza.
  • Persone che convivono con infortuni lievi, rigidità o limitazioni fisiche che richiedono un’attenzione particolare e rispettosa.
  • Chiunque attraversi un periodo di forte stanchezza e cerchi una pratica profondamente ristoratrice e priva di qualsiasi sforzo intenso.

YOGA FLOW

A volte il corpo ha bisogno di esprimersi attraverso il movimento, di ritrovare il proprio ritmo naturale e di sciogliere ogni rigidità lasciandosi cullare da una danza fluida e consapevole. Lo Yoga Flow è un invito a riscoprire la bellezza e l’armonia della grazia in movimento, un flusso continuo in cui il corpo si alleggerisce e la mente, impegnata a seguire il passo del respiro, finalmente si quieta.

La pratica si sviluppa attraverso:

  • Transizioni armoniose e dolci: i passaggi da un’asana all’altra avvengono in modo morbido e senza interruzioni, proprio come il fluire calmo e costante dell’acqua che leviga ogni spigolo.
  • La danza del respiro: l’inspirazione e l’espirazione diventano la musica e la guida del movimento, fondendosi in un’unica onda energetica che attraversa e riscalda tutto il corpo.
  • Ascolto e presenza dinamica: un movimento lento ma continuo che richiede una profonda propriocezione, portandoti a sentire ogni muscolo e ogni articolazione con una nuova consapevolezza.

I benefici immensi per il corpo e per lo spirito Questo stile regala una sensazione di profonda libertà e vitalità, offrendo doni preziosi per il benessere quotidiano:

  • Fluidità e grazia ritrovate: scioglie le tensioni profonde e i blocchi articolari, restituendo al corpo un’incredibile scioltezza, leggerezza e ampiezza di movimento.
  • Rilascio mentale attraverso il movimento: muoversi in modo fluido e concentrato permette di “svuotare la testa”, dissolvendo i pensieri fissi e lo stress accumulato grazie a una meditazione in movimento.
  • Energia vitale rinnovata: risveglia il corpo in modo armonioso, riattivando la circolazione e donando una sensazione duratura di vigore, centratura e benessere luminoso.

Il ponte tra forza e abbandono Questo corso è molto più di una sequenza di posizioni: è uno spazio in cui impari a fidarti del tuo corpo, a lasciar andare il controllo rigido e a fluire con gli eventi della vita con la stessa grazia con cui affronti il tappetino.

Destinatari e requisiti di accesso Le sessioni si svolgono con un ritmo tranquillo e sono proposte nei fine settimana, aperte a chi desidera dedicarsi un tempo speciale:

  • A chi possiede una buona percezione del proprio corpo e una conoscenza di base delle asana fondamentali.
  • A chi cerca una pratica dinamica ma priva di tensioni eccessive, pensata per ritrovare armonia, leggerezza e connessione profonda con sé stessi.

YOGA DEL RESPIRO

Lo Yoga del Respiro pone al centro della pratica il Pranayama, l’antica disciplina dell’ascolto, del controllo e dell’espansione del respiro. È un percorso intimo e vitale per riconnettersi con la propria energia profonda e riportare quiete nella mente. La pratica si sviluppa attraverso:

  • Movimenti preparatori: asana morbide e mirate ad aprire la cassa toracica, sbloccare il diaframma e sciogliere le tensioni fisiche che ostacolano una respirazione fluida.
  • Pratiche di Pranayama: l’esecuzione di tecniche specifiche di respirazione (fasi di inspirazione, espirazione e ritenzione) per purificare i canali energetici e armonizzare la forza vitale (Prana) all’interno del corpo.
  • Consapevolezza guidata: l’utilizzo del respiro come ponte naturale per ancorarsi al momento presente, scendendo in uno stato di meditazione e ascolto interiore.

Benefici Il lavoro consapevole sul respiro agisce direttamente sul sistema nervoso autonomo. I principali benefici includono:

  • Riduzione profonda e immediata dei livelli di stress, ansia e agitazione mentale.
  • Riequilibrio emotivo e miglioramento della qualità del sonno.
  • Maggiore ossigenazione dei tessuti, aumento dell’energia fisica e della chiarezza mentale.

Destinatari e requisiti di accesso Le sessioni non presentano barriere di ingresso legate all’efficienza fisica. Risultano specificamente indicate per:

  • Praticanti di ogni livello, inclusi i principianti assoluti.
  • Individui che attraversano periodi di stanchezza cronica, tensioni emotive o stress.
  • Chi desidera acquisire strumenti pratici per gestire la propria centratura ed espandere la propria pratica yoga oltre l’aspetto puramente fisico.

YOGA DEL RISVEGLIO

Lo Yoga del Risveglio è una pratica mattutina strutturata per stimolare l’energia vitale attraverso un approccio moderatamente dinamico. È il giusto punto di equilibrio tra il rispetto per il corpo appena sveglio e la necessità di un’attivazione fisica concreta per affrontare la giornata con vigore e lucidità. La pratica si sviluppa attraverso:

  • Riscaldamento progressivo: una fase iniziale dedicata a sciogliere le rigidità articolari e muscolari accumulate durante la notte.
  • Attivazione dinamica: sequenze fluide (come ad esempio il Saluto al Sole) e asana eseguite con un ritmo moderatamente sostenuto per generare calore interno, stimolare la circolazione cardiovascolare e incrementare il tono muscolare.
  • Centratura ed espansione: utilizzo consapevole del respiro per ossigenare i tessuti in profondità e stabilizzare un assetto mentale vigile e focalizzato.

Destinatari e requisiti di accesso Questa sessione si colloca a un livello di intensità intermedio, risultando energizzante ma accessibile. È specificamente indicata per:

  • Praticanti di tutti i livelli che possiedono una condizione fisica di base in salute.
  • Chi cerca una routine mattutina vitale e attiva, senza raggiungere i carichi di lavoro di uno stile prettamente atletico.
  • A causa della natura fluida e attiva delle sequenze, per partecipare è richiesta l’assenza di limitazioni fisiche strutturali o infortuni in fase acuta.

 

YOGA RESET

Lo Yoga Reset è una pratica concepita come un vero e proprio “tasto di riavvio” per il sistema corpo-mente, dedicata al rilascio totale delle tensioni e all’azzeramento dello stress accumulato. È un momento di profondo abbandono progettato per ripristinare l’equilibrio psicofisico. La pratica si sviluppa attraverso:

  • Rilascio posturale passivo: esecuzione di posizioni a terra a bassissima intensità, progettate per consentire all’apparato muscolare e al tessuto connettivo di cedere progressivamente ogni resistenza e tensione residua.
  • Decompressione del sistema nervoso: tecniche di ascolto e immobilità per disattivare gli stimoli esterni e permettere al corpo di entrare in uno stato di riposo e rigenerazione profonda.
  • Meditazione guidata: un’estesa fase centrale della lezione, condotta vocalmente dall’insegnante, volta ad acquietare il flusso dei pensieri e guidare la consapevolezza verso uno spazio di totale quiete interiore.

Destinatari e requisiti di accesso Questa sessione è priva di sforzo muscolare attivo e non presenta alcuna barriera legata all’efficienza fisica. Risulta specificamente indicata per:

  • Praticanti di ogni livello, inclusi i principianti assoluti e coloro che presentano limitazioni fisiche o articolari.
  • Individui sottoposti a ritmi intensi, affaticamento cronico o sovraccarico mentale ed emotivo.
  • Chiunque necessiti di interrompere la frenesia quotidiana per concedersi uno spazio strutturato di puro recupero, ricarica e ascolto.

YOGA IN GRAVIDANZA

Quando si aspetta una bimba o un bimbo il corpo diventa un tempio in trasformazione, uno spazio sacro che custodisce e crea la vita. Lo Yoga in Gravidanza è un abbraccio amorevole, un tempo speciale e protetto per accompagnare mese dopo mese questo viaggio straordinario, celebrando i cambiamenti fisici ed emotivi con dolcezza, rispetto e profonda connessione con il proprio bambino.

La pratica si sviluppa attraverso:

  • Asana e mobilità dedicate: posizioni studiate appositamente per dare sollievo alla colonna vertebrale, alleggerire il peso del pancione, aprire lo spazio pelvico e sciogliere le tensioni tipiche di questa fase, senza mai forzare o sovraccaricare.
  • Respiro consapevole e profondo: tecniche di Pranayama dolci e mirate, pensate per calmare la mente, accogliere le emozioni e costruire una riserva di ossigeno e serenità preziosa sia per la mamma che per il piccolo.
  • Ascolto e abbandono: momenti di raccoglimento guidato per entrare in sintonia con il proprio corpo che cambia, imparando ad accogliere i messaggi del cuore e a sviluppare una fiducia incrollabile nelle proprie capacità naturali.

I benefici immensi per la mamma e per il bambino Questo percorso è un balsamo per l’intero organismo e una preparazione meravigliosa al momento della nascita:

  • Sollievo fisico mirato: allevia i dolori alla schiena, alle anche e alle gambe, migliorando la postura e riducendo il gonfiore e la stanchezza quotidiana.
  • Preparazione al parto: tonifica elasticamente il pavimento pelvico, insegna a gestire e assecondare le contrazioni attraverso il respiro e dona una profonda consapevolezza corporea.
  • Un legame speciale: crea uno spazio di dialogo intimo e silenzioso tra la madre e il bambino, nutrito da vibrazioni di pace, amore e sicurezza.
  • Il dono della calma: placa l’ansia, le paure e i dubbi legati all’attesa, regalando un sonno migliore e una serenità profonda che abbraccia tutta la famiglia.

Il ponte d’amore verso la nuova vita Questo corso non è solo ginnastica dolce, ma una vera e propria scuola di ascolto e abbandono. Ti sostiene nel lasciare andare il controllo, nell’accogliere la vulnerabilità come una forza e nel prepararti ad accogliere tuo figlio con la grazia, la forza e la centratura di cui sei già naturalmente capace.

Destinatari e requisiti di accesso Uno spazio pensato unicamente per le future mamme:

  • Aperto a tutte le donne in dolce attesa, a partire dal secondo trimestre di gravidanza (o comunque dopo il via libera del proprio medico o ginecologo di fiducia).
  • Indicato sia per chi non ha mai fatto yoga prima, sia per le praticanti esperte che desiderano adattare la propria passione alle nuove esigenze di questo periodo unico.

Vedi gli orari dei corsi.

Prenota una lezione di prova gratuita compilando il seguente modulo on-line.

INFO
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Yoga i benefici scientifici

Yoga, i benefici scientifici

Prima di descrivere i Yoga deriva dalla radice sanscrita yuj = unire, integrare, è un sistema antichissimo di conoscenze millenarie della cultura indiana che permette di connettere corpo, respiro, energia e mente attraverso precise tecniche, vale a dire che gli ambiti filosofico-immateriale e pratico confluiscono in una visione globale dell’esistenza.

La nascita dello yoga è collegata ad una leggenda che vede protagonista il dio Shiva, mentre, concretamente, le prime testimonianze risalgono al 5000 a.C., in India, con raffigurazioni di alcune posizioni su monete, tavolette e sigilli. Inizialmente le conoscenze venivano tramandate oralmente da maestro a discepolo, finché, tra il 1500 e il 1200 a.C., apparvero i primi riferimenti nei Veda. Il testo fondamentale, o meglio, la cosiddetta Bibbia dello yoga, è “Yoga Sutra” scritto probabilmente intorno al 500 a.C. da Patanjali. L’opera è focalizzata su alcuni punti cardine:

  1.  congiunzione verso lo stato di beatitudine;
  2.  realizzazione mediante gli otto petali che costituiscono il sentiero dello yoga (regole morali,
    osservanze, posizioni, controllo del respiro, ritiro dei sensi verso la loro origine, concentrazione,
    meditazione, assorbimento della coscienza del sé);
  3. ”Poteri” raggiunti attraverso una corretta pratica;
  4. Separazione tra spirito e materia.

Al giorno d’oggi, la disciplina dello yoga sta godendo di un momento di particolare diffusione, anche grazie al fatto che la scienza ha riconosciuto numerosi benefici nella salute di chi lo pratica regolarmente. Ma quali sono i vantaggi dello yoga? Ecco spiegati qui i principali.

Lo yoga riduce lo stress

Lo yoga può essere inteso, in maniera semplicistica, come disciplina del benessere, ma non solo, visto che concerne norme etiche, comportamentali, personali e sociali. Quali benefici comporta? Aumento della flessibilità corporea e del tono muscolare, rinforzamento del sistema nervoso e della concentrazione, gestione delle emozioni, riduzione delle tensioni, corretta postura: un senso totale di benessere psico-fisico. Vengono utilizzate ed insegnate diverse tecniche.

Le tecniche di respirazione permettono di contrastare stress e disturbi del sonno; le tecniche di concentrazione e meditazione influiscono sulle potenzialità e la creatività personale. Ad esempio, l’esercizio aerobico (come il saluto al sole) determina benefici al cuore. Sono stati condotti diversi studi confrontando persone che praticano yoga e coloro che non lo praticano: le prime risultano avere una consapevolezza maggiore del proprio corpo, della propria mente, mantenendo sotto controllo gli ormoni dello stress (corticotropina e cortisolo). Circa l’80% dei praticanti ha dichiarato di sentirsi più calmo.

Fare yoga aiuta a dormire meglio

La diffusione dello yoga si deve ad alcuni guru indiani che, agli inizi del XX secolo, si concentrarono sugli aspetti fisici della disciplina. Ad oggi, si contano milioni di praticanti nel mondo. Secondo l’Harvard Medical School, gli studi sull’argomento si sono triplicati (312 studi clinici in 23 Paesi) di cui il 90% ha rilevato un impatto positivo sulla salute; un programma di otto settimane di esercizi elaborati su basi scientifiche migliora l’energia di corpo e mente, aumenta l’equilibrio, rafforza il sistema immunitario, innalza la qualità del sonno (affermazione del 60% dei praticanti), induce a mangiare sano (il 40% dei praticanti), ad essere in sintonia con la natura e l’agricoltura sostenibile.

Un prezioso aiuto contro la depressione

Diverse ricerche (tra cui quelle dell’American Phychological Association) hanno dimostrato altri risultati positivi: miglioramento di memoria, attenzione, ansia ed umore, influenze benefiche su comportamento e rendimento scolastico,riduzione dei radicali liberi; tutto ciò si verifica perché lo yoga è capace di mutare i livelli delle sostanze chimiche nel cervello e nell’organismo. Conseguentemente si favorisce l’empatia, ottimizzando il rapporto con gli altri: il capitale sociale è un elemento fondamentale della salute intesa in senso lato, sotto diversi profili. Sempre più lavoratori usufruiscono di quest’attività per ridurre il burnout, promuovendo la produttività: 1 lavoratore su 7 in ambito americano.

Tale disciplina è valida anche per contrastare il fenomeno più che mai attuale della medicalizzazione della vita. Alla faccia di pastiglie e pastiglie varie! Esistono istituti superiori per la formazione di insegnanti di yoga; inoltre è stato firmato un protocollo d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione per l’inserimento della disciplina nelle scuole italiane e nelle università (come materia complementare a credito formativo).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato lo yoga come strumento atto a migliorare la salute globale, ciò testimonia il riconoscimento della sua valenza a livello sociale. La giornata mondiale dello yoga è stata ufficializzata nel 2014 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite: ricorre il 21 Giugno. Indubbiamente tale attività rappresenta un approccio complementare alla salute da utilizzare in combinazione ai metodi tradizionali per la triade corpo-mente-benessere.