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IL POTERE DEL SUONO E L’ENERGIA ELEVANTE DEI MANTRA

IL POTERE DEL SUONO E L’ENERGIA ELEVANTE DEI MANTRA

Sabato, 11 giugno 2022

Vi invitiamo ad una serata da non perdere, con degli ospiti molto speciali, per sperimentare insieme il grande potere dei Kirtan, il canto dei mantra in gruppo. Con l’occasione festeggeremo l’arrivo dell’estate. Avremo l’onore di accogliere tre musicisti d’eccezione con una lunga e importante esperienza nel campo della musica, dei mantra e della meditazione.

Presso il centro Santosha Yoga e Meditazione, a Frascati
Via Macchia dello Sterparo, 20

Costo: 12€

Prenotazione al 351 5145422 (Silvia)

Posti limitati, affrettati a riservare il tuo.
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Per chi volesse restare, ore 21:00 cena in condivisione (ognuno porta qualcosa o ordiniamo pizza)

CHANDRA Bedha Pranayama 

Il corpo è attraversato da canali invisibili detto sottili (le nadi) trasportatori di energia vitale, un canale centrale (detto Sushumna) che attraversa verticalmente tutto il busto mente altri due laterali uno  nella narice sinistra (Ida) ed uno in quella destra (Pingala) ; il primo trasportatore  di energia Yin, lunare e femminile, il secondo di energia Yang, solare e maschile.

CHANDRA Bedha Pranayama

Premessa

Il Prana è l’energia vitale fondamentale che impregna tutte le cose e gli esseri dell’universo ed è parte integrante di tutti fenomeni manifestati (movimento dei corpi celesti, magnetismo, forza di gravità ecc). L’energia vitale (prana) viene attratta nel nostro essere in primo luogo attraverso la respirazione e il suo controllo. Tale controllo si attua durante le classiche quattro fasi: inspirazione (puraka), pausa respiratoria dopo l’inspirazione (antara kumbhaka), espirazione (rechaka) e pausa dopo l’espirazione (bahya kumbhaka).

La respirazione è il punto di legame tra il corpo e la mente e questi tre elementi si influenzano reciprocamente. Più siamo attenti ad inspirare ed espirare con calma e consapevolezza e più gli effetti benefici sul corpo, sulla mente e sulla psiche saranno intensi.

Il corpo è attraversato da canali invisibili detto sottili (le nadi) trasportatori di energia vitale, un canale centrale (detto Sushumna) che attraversa verticalmente tutto il busto mente altri due laterali uno  nella narice sinistra (Ida) ed uno in quella destra (Pingala) ; il primo trasportatore  di energia Yin, lunare e femminile, il secondo di energia Yang, solare e maschile. La Nadi lunare a sinistra ha un’azione che è ritenuta calmante e rinfrescante. Quella solare ha invece un’azione prettamente energetica di attivazione del corpo fisico. Quindi a secondo dove inspiriamo ed esprimano durante la pratica, otterremo risultati calmanti o energizzanti. 

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I benefici

È la respirazione che sollecita il lato sinistro, la rilassante. 

Calma la mente creando una sensazione di tranquillità.

Rilassa e rinfresca il sistema nervoso.

Armonizza le correnti energetiche nella spina dorsale (come Nadi Shodhanam Pranayama).

Riduce lo stress e le tensioni mentali.

Purifica e mantiene l’energia alta ma in equilibrio.

Aumenta la consapevolezza interiore.

Prepara alla meditazione.

Aiuta fortemente per insonnia e ansia. 

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 La pratica

Siediti gambe incrociate o sul letto prima di dormire. 

Con la mano destra fai Vishnu Mudra ossia porta indice e medio a contatto con il palmo e distendi pollice, anulare e mignolo. Le dita distese ti servono a chiudere in maniera alternata le due narici.

Chiudi la narice destra ed inspira dalla sinistra, trattieni senza stringere i denti, chiudi la narice sinistra ed espira lentamente a destra, poi richiudi a destra e ricomincia. 

Sempre inspirerai da sinistra ed espirerai da destra. 

Fai questo ciclo per almeno 6 volte. 

Finita la tecnica chiudi gli occhi e ascolta come il tuo respiro è cambiato. 

Ascolta la differenza dall’inizio, ascolta come il tuo corpo abbia ceduto dolcemente e tutto sia rilassato. 

 

Buona pratica. 

Di Francesca Pocci

Lo yoga: le radici della disciplina che guarisce dalla fobia sociale

Stress, ansia, negatività, pensieri controversi. Sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano la fobia sociale. Si tratta di disturbi principalmente legati all’ansia che un individuo ha quando si trova in un determinato contesto sociale. I sociofobici hanno paura di stare con altre persone, di sentirsi “inferiori”, giudicati dalla società. Questo disturbo, se non curato, può portare l’individuo ad isolarsi sempre di più. Ma quali sono le soluzioni per aiutare chi soffre di questo disturbo a ritrovare l’equilibrio psico-fisico giusto per vivere nella società?

Equilibrio tra mente e corpo

Il primo passo per star bene con se stessi è quello di avere un equilibrio tra mente e corpo. Anche chi non ha questo disturbo talvolta può trovarsi in una situazione di “squilibrio”. Oggi anche nel nostro paese si praticano tecniche particolari che aiutano le persone a star bene. Una di queste è lo yoga. Questa tecnica orientale è entrata nella nostra cultura non molto tempo fa e ha riscosso molto successo. È stato accertato che la pratica dello yoga può avere notevoli benefici sui pazienti sociofobici in quanto interviene sull’ansia e aiuta a portare avanti un salutare lavoro su se stessi. La pratica dello yoga insegna all’individuo come gestire la sofferenza, ad osservare le sensazioni e le emozioni negative e ad accettarle senza sentire l’istinto di fuggire via. È un controllo delle proprie emozioni e sensazioni. Ha cominciato a essere preso in considerazione anche dalla medicina occidentale come cura alternativa o in combinazione con le terapie tradizionali. Vediamo quali sono le sue peculiarità, cenni sulla sua nascita e come può questa disciplina essere applicata ad un disturbo sociale.

Dall’oriente all’occidente

Il termine yoga è il risultato dell’unione di due parole “Yo” e “ghan” che significano unione e completezza.  La filosofia alla base della disciplina individua nello yoga la via che l’uomo deve percorrere per giungere al completamento dell’essere, attraverso un percorso di unione dell’individuale con l’universale. Questa unione porta l’individuo a credere di più in se stesso e, di conseguenza, ad integrarsi bene nel contesto sociale. Al di là della complessa e affascinante filosofia posta alla base di tale disciplina, lo yoga viene spesso utilizzato per fini terapeutici nel trattamento di disturbi d’ansia e depressione e nelle fobie sociali. Ma dove affondano le radici della sua nascita?

La nascita dello yoga

Con il sostantivo maschile “yoga” nella terminologia delle religioni originarie dell’India si indicano le pratiche ascetiche e meditative. Non specifico di alcuna particolare tradizione hindu, lo yoga è stato principalmente inteso come mezzo di realizzazione e salvezza spirituale. Quindi variamente interpretato e disciplinato a seconda della scuola. Tale termine sanscrito, con significato analogo, viene utilizzato anche in ambito buddhista e giainista. Come termine collegato alle darśana, yoga-darśana (dottrina dello yoga) rappresenta una delle sei darśana, ovvero uno dei “sistemi ortodossi della filosofia religiosa” hindu.

Varie terminologie

Molti studiosi, tra i quali il rumeno Mircea Eliade (1907 – 1986), storico delle religioni, riferiscono il termine yoga alla radice “yuj-” con il significato di “unire”, da cui anche il latino “iungere” e “iugum”. Da questa radice verbale derivano altri termini sanscriti quali unire, legare, aggiogato. Nel linguaggio corrente con “yoga” si intende un variegato insieme di attività che non rispecchiano lo Yoga tradizionale, attività che comprendono ginnastica del corpo e della respirazione, discipline psicofisiche finalizzate alla meditazione o al rilassamento, tecniche miste che unirebbero lo Yoga con tradizioni lontane. In senso ampio lo yoga è una via di realizzazione spirituale che si fonda su una sua propria filosofia. Un percorso che diviene via via sempre più totalizzante.

Problema temporale

Lo yoga non appartiene alla civiltà vedica (2500 – 500 a.e.v.). Però termini derivanti dalla medesima radice verbale del sostantivo (yuj-) risultano già attestati nelle Saṃhitā dei Veda. Lo Yoga fa la sua comparsa nelle successive Upaniṣad vediche del periodo medio, all’incirca fra il VI e il IV secolo a.e.v. (avanti era volgare) È sistematizzato come disciplina e come filosofia fra il II sec. a.e.v. e il V secolo. Si deduce quindi che lo yoga si sia imposto in un arco di tempo situato a cavallo degli inizi dell’era attuale. Ciò però non conferma la supposizione che le origini siano anch’esse collocate in questo stesso periodo. Innanzitutto ci troviamo in un periodo nel quale il mezzo principale di diffusione del sapere era ancora quello della tradizione orale, mentre lo yoga potrebbe essere sorto o sviluppatosi in fasce della popolazione non use alla scrittura o comunque lontane dal mondo brahmanico. In secondo luogo si osserva che lo yoga, come disciplina filosofica basata su un percorso pratico anziché sulla conoscenza metafisica, contrasta sia con la cultura vedica sia, in parte, con quella upaniṣadica.

Prodotto culturale?

La tesi sostenuta dallo storico delle religioni Mircea Eliade che a lungo si è occupato dello yoga permanendo alcuni anni anche in India, è che proprio per questa sua tendenza verso il concreto, lo yoga è un prodotto non della cultura vedica ma dell’India aborigena, così come lo sarebbero altri elementi che saranno caratteristici del successivo Induismo: la devozione mistico-emotiva (la bhakti); i cerimoniali individuali di adorazione delle divinità (la pūjā); la struttura iniziatica. Elementi questi peculiari di una religione del popolo e non di una classe sacerdotale elitaria. Eliade definisce lo yoga un “fossile vivente”, collocandone le origini nella cultura di quel variegato mondo autoctono che la migrazione indoariana incontrò, essendo sopravvissuto relegato negli strati più popolari, dove si sarebbe preservato grazie a una struttura settaria.

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Yoga Nidra

Yoga Nidra o “sonno yogico” è uno stato simile al sonno descritto da alcuni yogi durante la meditazione. Yoga Nidra, o sonno lucido è lo stato di rilassamento massimo raggiungibile dall’uomo pur rimanendo in uno stato di consapevolezza corporea.
Questa pratica può ridurre consistentemente gli stati di stress e le loro manifestazioni corporee come, mal di testa, torci collo, vertigini, palpitazioni e molto altro.

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Yoga Nidra è uno stato di sonno profondo cosciente, dove si ha l’impressione di dormire, ma in realta l’inconscio sta funzionando ad un livello più profondo. Nel sonno normale si perde traccia di noi stessi, ma in Yoga Nidra questa connessione viene mantenuta ad un livello minimo per far sì che la parte inconscia della nostra mente possa elaborare più informazioni, richiamando una lucidità interiore che può essere risvegliata in seguito.

La scienza ha recentemente dimostrato, attraverso l’uso di un encefalogramma, che in Yoga Nidra si ha una notevole riduzione di onde beta, frequenza prodotta dal cervello durante stati di stress, aumentando notevolmente le onde theta, frequenza che caratterizza uno stato che è antecedente al sonno profondo.

Durante la meditazione uno Yogi “praticante yoga” può raggiungere questo livello di coscienza in totale autonomia ma solo dopo lunghe pratiche. Attraverso Yoga Nidra anche un neofita può facilmente arrivare alla sperimentazione di questo stato con l’ausilio esterno di un insegnante, ed è per questo che è consigliato affidarsi ad un insegnante esperto.

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I benefici dello yoga per le persone avanti nell’età

Corso yoga III età martedì e giovedì – dalle 9.30 alle 10:45

 

Gli anziani spesso soffrono di più patologie croniche, come l’ ipertensione, l’artrite, e l’insonnia. Lo Yoga è stato a lungo indicato per alleviare i sintomi di molte di queste condizioni, in quanto unisce pose fisiche con tecniche di rilassamento e di respirazione, per migliorare la salute generale e il benessere. L’importante è verificare con il proprio medico prima di cominciare.

Miglioramento delle abitudini del sonno

Se soffrite di mancanza di sonno, lo yoga può aiutare a dormire meglio. Uno studio che ha confrontato un rimedio a base di erbe per dormire e yoga ha scoperto che lo yoga migliora la durata del sonno e diminuzione del tempo necessario per addormentarsi. Le esigenze fisiche dello yoga, unite con le tecniche di respirazione e rilassamento, può essere la ragione per una migliore qualità del sonno. Dormire meglio si traduce in un miglioramento della qualità della vita – il che significa che ti sentirai meglio durante il giorno.

Allevia i dolori cronici

Molti anziani soffrono di dolore cronico alle articolazioni e ai muscoli. In sole quattro settimane di yoga, i partecipanti a uno studio dell’ Harbor- UCLA Medical Center hanno riferito che necessitano di meno farmaci antidolorifici .Gli anziani possono trovare che partecipando ad una attività fisica riduce il dolore, e possono anche vedere i benefici psicologici di interazione sociale di una classe di yoga .

Riduzione della pressione sanguigna

Lo Yoga è stato segnalato per ridurre la pressione alta, spesso un serio problema di salute per gli anziani. Un corso Yoga incorpora tecniche calmanti e l’attività fisica, che può contribuire ad abbassare la pressione sanguigna. Infatti, i partecipanti in uno studio medico in India hanno visto il calo della pressione arteriosa durante i tre mesi di yoga. Un secondo studio, citato dal sito IDEA Interna, ha riferito che le tecniche di respirazione dello yoga riduce la pressione meglio di un’attività rilassante come l’ascolto di musica.

Miglioramento della flessibilità e del movimento.

Con l’età si diventa meno attivi, si può notare che non siamo flessibili come in età più giovane. Praticare un corso yoga migliora la flessibilità e l’ ampiezza di movimento articolare attraverso pose fisiche che allungano i muscoli e lubrificano le articolazioni. Coloro che soffrono di artrite e altre condizioni simili possono beneficiare dello yoga. Pose che coinvolgono movimenti fluidi possono essere più vantaggiosi rispetto pose statiche. Dopo pochi giorni di lezioni di yoga, o di esercizi a casa di yoga, potrebbe essere tutto ciò che serve per iniziare a sentirsi più agile e mobile.

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Le origini del saluto al Sole

Surya significa Sole, e nella cultura indù è anche una divinità.
Il saluto al sole è una sequenza che ha lo scopo di sciogliere e scaldare il corpo prima della pratica delle asana più intense.
Le origini del saluto al sole non sono chiare, i tradizionalisti sostengono che questa sequenza sia nata intorno al 500 a.c. e che fosse usata nei rituali vedici come prostrazione al sole, e associata alla ripetizione di mantra, offerte di fiori, riso e acqua.
Altri autori sostengono che il saluto al sole sia stato sviluppato dal raja di Aundh (un antico statodell’ India, ora parte del Maharashtra) all’inizio del XX° secolo e quindi portato in occidente negli anni ‘30.
In ogni caso questa pratica si è sviluppata secondo diversi stili anche in seguito all’influenza degli Insegnanti contemporanei